Big Shoot

di  Koffi Kwahulé
scrittura scenica di Mario Jorio
con  Franco Leo e Danilo Spadoni
traduzione Gianni Poli  

debutto 7 febbraio 2006 Teatro hop altrove – Genova

Solo un paio di volte in quasi trent’anni di teatro Mario Jorio ha messo in scena una drammaturgia scritta da altri.  Dal punto di vista narrativo il regista non ha resistito a compiere un po’ di “manomissione”, anche perché per lui la drammaturgia é uno dei momenti più interessanti del fare teatro.

La scelta di questo  testo è dovuta in parte all’esistenza del progetto francese T.E.R.I. (“Tradurre, pubblicare e rappresentare in italiano”, ideato dall’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia, che si pone come obiettivo quello di diffondere, attraverso la pubblicazione e la rappresentazione teatrale, testi contemporanei di lingua francese nel nostro paese) e in parte all’idea “bizzarra” dell’autore Koffi Kwahulé. Ciò che colpisce di più nel testo teatrale Big Shoot è la rappresentazione di una situazione surreale sull’aberrante società dello spettacolo. Ci troviamo di fronte a un contesto mediatico, in cui il carnefice si dichiara artista per offrire alla curiosità morbosa del pubblico la rappresentazione del proprio delitto. Un prevedibile futuro prossimo, dunque, nell’era del trionfo dei reality show, dove i protagonisti sono ben coscienti di essere oggetto dell’ossessivo desiderio di sapere del pubblico. Un altro livello intrigante del testo è l’interrogatorio del presunto colpevole: le domande e  risposte via via si trasformano in un incontro /scontro, nel tormentato rapporto tra carnefice e vittima in un sofisticato procedimento formale. Sul palco Franco Leo nella parte del carnefice e Danilo Spadoni, al suo debutto nella compagnia del Teatro h.o.p. altrove, nel ruolo della vittima Stan.

 

Koffi Kwahulé
Nato nel 1956 a Abengourou (Costa d’Avorio). Autore, attore e regista, si è laureato in Arti dello Spettacolo a Parigi, dove si è trasferito e vive attualmente. Si segnala come drammaturgo al Grand Prix International delle Drammaturgie del Mondo francese (1992) con Cette vieille magie noire.  Le sue pièces sono rappresentate a Parigi, Limoges, Avignone, Bruxelles, Praga e tradotte in diverse lingue. Come narratore, ha pubblicato più recentemente Babyface (romanzo), Gallimard, 2006. In Italia è stato “scoperto” nel 2000 con Bintou, “mise en espace” al Teatro Duse di Genova (trad. di Gianni Poli, regia di Daniela Giordano). La sua Jaz viene messa in scena in prima mondiale al Fontanone di Roma nell’estate 2000 (trad. di Gianni Poli, regia di Daniela Giordano). Il suo “teatro” è pubblicato da Edizioni Corsare, Perugia e comprende a tutt’oggi Bintou – Jaz (2002); Big Shoot – Porcellina, (2004).

 

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