Esiliato

 

produzione
teatro dei filodrammatici
scrittura scenica
mario jorio

interpreti
barbara baldaccini
simona fasano
federico giani
danilo spadoni
franco testa

con la partecipazione in video di valerio binasco

musiche originali
luca vianini
progetto grafico
paola ferrando

Al centro dello spettacolo la Creatura del Dr. Frankenstein, nata dalla penna di Mary W. Shelley (1797-1851). È lui il “falso” protagonista, l’”esiliato” del titolo. La Creatura è l’uomo costruito con i frammenti di tanti corpi e di diverse personalità è colui che non ha vissuto, che non ha mai conosciuto una donna. Ma è anche colui che non rinuncia a provare delle emozioni, che vuole comunque vivere, pur attraverso altri personaggi, altri “io”, dal cui ruolo entra ed esce di continuo. La Creatura inizia così il suo viaggio nell’esistenza, attraverso il confronto con i tanti personaggi che racchiude in sé. Il suo primo incontro non può essere che con Pinocchio: come lui nato da un padre, ma non da una madre. Entrambi appena venuti alla luce disobbediscono, facendo della loro vita un corso di soppravvivenza, d’iniziazione al ruolo di vittime. In un’ambientazione che mescola il gotico al bric-à- brac da fantascienza, lo spettacolo fa ricorso al video e alle registrazioni audio per creare un’atmosfera tra l’ironico e l’inquietante, affidando al volto e alla voce fantasmatica di Valerio Binasco la surreale e fantastica “presenza” dell’io spappolato della Creatura. Mentre la vicenda si snoda anche come un atto d’amore per il teatro, che si attua attraverso le parole dei classici: quelle intrise d’umanità di Shakespeare e quelle ironicamente paradossali di Beckett, quelle parodistiche di Laforgue, ma anche quelle di Manganelli, Cioran, Wilde, Majakovskij, Conrad e tanti altri. Lasciando spazio anche a battute dalle interviste a Carmelo Bene e, naturalmente, ad alcuni frammenti dal Frankenstein di Mary W. Shelley.

mj
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foto realizzate da Domenico Carratta
 

 

contributo video di Valerio binasco

 

 

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